MEMORIA PER UN AMICO
Io credo che la civilta' di un Paese si misuri sulla sua capacita' e volonta' di fare luce sui crimini commessi sul territorio, e di fare Verita' per rendere Giustizia alle vittime, anche a costo di colpire quei responsabili che si fossero annidati e mimetizzati in ruoli e divise istituzionali e amministrativi.
La vicenda della morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini nega la possibilita' di riconoscere questo semplice principio al nostro disgraziato Paese. Ma questo per quanto possa indignarci non deve stupirci o sorprenderci.
Ci sono schiaccianti evidenze puntualmente documentate che neela vicenda di andro e Silvio si sia trattato di un delitto realizzato con un attentato al velivolo (e lo stiamo gridando in tanti e da tanto tempo) che una qualsiasi istituzione di garanzia avrebbe gia' dovuto intervenire da tempo per chiarire, accertare le eventuali responsabilita', individuarne e perseguirne gli attori esecutivi e dispositivi.
Niente di tutto questo sta accadendo, e quando si avesse la ventura di trovarsi di fronte ad una Commissione Stragi (come a me e' accaduto nel 1995) si potrebbe anche trovare un Presidente pilotato che corre a rintracciare nella tua relazione la "deposizione" di Lorenzini per affernare: "Lo diceva anche il passeggero che fosse lo stesso Marcucci a dire che il vento li stava tirando giu'". Della documentazione poderosa dei CC, della Commissione stessa e dei testimoni da cui risultava che "vento non ce n'era, tranne leggeri bave da Sud Ovest" a quel presidente importerebbe nulla, come allora nulla importo'. D'altra parte potrebbe trattarsi dello stesso Presidente che di fronte alla foto del cadavere di Puglisi, appeso a un ramo ma con i piedi ben piantati al suolo e le ginocchia piegate sotto il corpo riteneva di poter affermare con sfrontata supponenza: "Che si sia trattato di un suicidio e' certo, perche' oltre agli accertamenti del Magistrato era nota la sua condizione di forte depressione". Cose rivoltanti. Ma la documentazione predisposta per la Commissione e' li', agli atti Parlamentari di questo Paese, a testimoniare ancor prima che la nostra determinazione la assoluta sciatteria umana edx istituzionali di tanti, troppi parlamentari.
Torna allora l'annosa domanda: perche' di tale e tanta ostinazione negazionista e ostentazione di cialtroneria di fronte a scellerati delitti? La risposta e' che non bisogna disturbare il manovratore ed i suoi gabellieri. Ed i servi di oggi non sono meno ignobili di quelli di ieri, anche se certamente oggi ci appaiono piu' raffazzonati e piu' volgari, politicamente parlando, di quanto non apparissero ieri. Beh la classe andreottiana non era certamente acqua.
Allora cari amici e compagni di ventura non resta che continuare in questa vera battaglia di civilta' per Sandro, Silvio ed ogni altra vittima senza Verita' e senza Giustizia, per spalancare un giorno, quale esso sia e quando sara' possibile, i coperchi di quelle pentole ove ribolle lo scempio della svendita di sovranita' e di dignita' di questo disgraziato Paese.
Oggi gli improbabili neo-statisti che ci governano, in nome e nella memoria di Craxi e della sua pratica del potere, potrebbero anche chiamarsi fuori dalla antica consociazione al silenzio. Ma non lo fanno non possono e non vogliono farlo perche' in nome della stessa sudditanza servile di un tempo sono impegnatissimi a costruire nuove condizioni e nuovi scenari di guerra, e non sanno ne' saprebbero coniugare nuovi percorsi di pace o con strumenti pacifici, che solo nella Verita' e nella Giustizia si rendono evidenti e praticabili.
Cosi' e' (e non vi sembri un diversivo dal tema di questa memoria per Sandro e per Silvio) l'ultima vicenda e dichiarazione in cui il nostro leader di Governo auspica l'entrata in Europa dello Stato di Israele, senza dire una sola parola sugli affari di sempre maggiore rilevanza che nel frattempo il nostro Paese intrattiene con l'Iran che ne minaccia l'esistenza.
Questo vuol solo dire che l'entrata di Israele in Europa e' ritenuto l'unico strumento di legittimazione per una doverosa e dovuta azione armata contro l'Iran successivamente al suo primo atto di ostilita' contro Israele quando fosse divenuto membro effettivo dell'Europa. Solo l'impiego della forza e la falsita' ideologica sparsa a piene mani, in nome del libero e selvaggio mercato, potrebbero dunque motivare interventi che la civilta' umana imporrebbe invece gia' ora, ma su un piano pacifico ed internazionale condiviso, come gia' lòa condizione nota delle persecuzioni ebraiche ad opera del nazismo avrebbero esigito ben altra capacita' di denuncia ed intervento delle cancellerie internazionali e vaticane. Un libero e selvaggio mercato dove invece si interviene solo violentemente per tutelare rendite di posizione ed interessi e per lucrare profitti. E questo accade di nuovo proprio nel tempo in cui si dichiara la sconfitta e la morte delle ideologie!
Avrete notato che nella ultima pubblicita' dell'ENI e' riemersa, storpiata, una antica parola "blasfema" del socialismo: "Internazionalismo", storpiato in "internazionalita'" e finalizzato non alla liberazione di popoli oppressi ma al nostro fabbisogno: "per portarvi energia" afferma infatti quella pubblicita', inutilmente accostata ad altre parole come rispetto (che rimangono vuote,allo stesso modo con cui si usa il termine di "legalita'", se non definite: rispetto di chi, di che cosa, e di quale idea di democrazia e di civile umanita'). E' solo riuscendo a rimanere vigili su tutti i possibili passaggi della devianza autoritaria del nostro sistema politico e delle regole della nostra civilta' costituzionale, che avra' senso fare memoria di questi servitori della Giustizia, come Sandro, caduti per mani assassine. Diversamente ci rinchiuderemmo in uno sterile ricordo che non si fa memoria ed attualizzazione.
Ebbene la lotta per Sandro e tutte le vittime o riusciamo a coniugarla con una visione critica e ad ampio raggio del nostro sistema di potere e di poteri, o non la vinceremo mai. E' infatti solo quando Sandro ha imparato ad amare questa nostra Costituzione offesa e violata che si e' liberato di antichi vincoli di ingiustificata soggezione gerarchica e ha saputo ricollocare il senso della disciplina e dell'obbedienza nella nuova ottica democratica che il Movimento dei Militari andava sviluppando nella costante rivisitazione del dettato e dello spirito della Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione dal Nazifascismo. E ' solo guardando oltre la sua morte che sapremo, come Sandro, alzare la voce per affermare a schiena dritta di fronte ai potenti "Non ti e' lecito", anche correndo il rischio di mettere in gioco la nostra vita e la nostra pelle.
Per questo sono infatti fiero di appartenere alla Associazione Antimafie ed Antifascista Rita Atria, condividendo con le meravigliose persone che vi militano una attenzione alle persone ed alle vicende che ci e' dato di vivere che non si fa esclusiva autoreferenzialita', rincorsa di potere e ricerca di sicurezze effimere quanto potenzialmente complici della criminalita' che si intenderebbe denunciare.
Certo questo rendera' piu' difficile riuscire ad avere udienza nelle ovattate stanze del potere insofferenti ad ogni critica, ma sara' anche la nostra forza. Sandro non e' morto per imperizia o per condizioni avverse, ma per una lucida scelta di vivere la civilta' democratica e costituzionale che gli era stata proposta. Non possiamo essere da meno.
Un abbraccio a tutti.
Mario Ciancarella
Dopo essere venuta a conoscenza dei fatti che sono accaduti e continuano ad accadere al Laboratorio Zeta di Palermo, mi sembrava doveroso farvi sapere il mio pensiero in proposito, come testimone di giustizia, come presidente dell’Associazione Antimafie “Rita Atria”, come cittadina italiana.
Non posso non essere indignata per tanta ferocia nel voler a tutti i costi cacciare i ragazzi del Laboratorio Zeta e tutta loro storia e dei cittadini sudanesi che non solo non sono clandestini, ma hanno chiesto e ottenuto l’asilo politico. Un plauso va a quelle persone che attualmente si battono per i loro diritti, dopo i fatti di Rosarno, e adesso di Palermo, e mentre tanti altri casi analoghi sicuramente si verificano, ma lontano dalle telecamere. Non posso non chiedermi cosa stia succedendo, forse i cittadini italiani hanno perso il lume della ragione? Forse i poteri politici hanno deciso di cancellare la Costituzione italiana e insieme ad essa la Carta dei diritti umani? Penso che il battersi per i diritti di questi cittadini sudanesi ci appartiene perché i diritti negati a questi ultimi sono diritti che neghiamo a noi stessi. Mi chiedo come si possa rimanere indifferenti a tali soprusi; penso che tutto ciò che succede sia colpa di ognuno di noi, perché l’indifferenza è il peggior sentimento che possiamo avere: girarsi dall’altra parte e pensare che tutto ciò non ci appartiene è solo inciviltà. Se tutto ciò fosse giusto non sarebbero esistite persone come Madre Teresa di Calcutta, donna misericordiosa, che aveva il vizio di aiutare tutti, indifferentemente dal colore della pelle o dall’estrazione sociale.
Quindi lodo quelle persone che occupano il centro con giusta caparbia, per far valere quei diritti che alcuni politici fanno finta di non conoscere o che preferiscono non far valere.
Vi lascio con una piccola poesia di Madre Tersa di Calcutta con la speranza che arrivi a quelle persone indifferenti a queste problematiche, con la speranza che imparino ad amare il prossimo:
Oggi la gente è affamata d’amore
e l’amore è la sola risposta
alla solitudine ed alla grande povertà.
In alcuni paesi non c’è fame di pane,
la gente soffre invece di terribile solitudine,
terribile disperazione, terribile odio,
perché si sente indesiderata,
derelitta e senza speranza,
ha dimenticato come si fa a sorridere
ha dimenticato la bellezza del tocco umano
ha dimenticato cos’è l’amore degli uomini.
Ha bisogno di qualcuno che
la capisca e la rispetti.
(Madre Teresa Di Calcutta)
Vorrei essere lì con voi.
Con affetto, Piera Aiello 26-01-2010

Ci ha sempre fatto profondamente schifo tutta la gente che, travestita da "persone perbene", ha lucrato sull'antimafia, sia con l'informazione che con servizi inesistenti. Ma l'attività antimafiosa, quando si fa veramente, non porta mai un guadagno, anzi, molto facilmente ci si va a perdere, e se nonostante tutto si va avanti per questa strada, è solo per amore della verità. Ora stanno per uscire, allegati a riviste (ovviamente a pagamento) o in libreria (e certo non gratis) i verbali dell'ultimo guru dell'antimafia perbene (quella che a noi fa schifo, appunto) Massimo Ciancimino. Ma quello che non tutti sanno, è che mentre don Vito dichiarava a suo figlio i misteri d'italia che sono raccolti nei verbali, scriveva di suo pugno un altro memoriale (un po' tipo diario), in cui si legge: "per conoscenza del lettore, Carlotta è una delle ragazze che, con rapporto ciclico di 2 anni, mio figlio massimo tiene con se. Carlotta è una ragazza intelligente e laureata eppure sta con Massimo. Questo fatto a me, uomo terreno, mi da la misura degli "imperscrutabili disegno divini" sui quali, come per il passato, non ci capisco niente. Questo manoscritto non so se lo metteranno insieme ai verbali di Massimo Ciancimino, noi però vogliamo pubblicare anche questo piccolo stralcio. I nostri lettori quindi sono liberi di scaricare tutti i verbali (senza commentini, nudi e crudi) e leggere anche le parole di Vito Ciancimino.
"magari fosse così facile scoprire la verità quanto dimostrare il falso"
Cicerone
| Palermo, SABATO 23 GENNAIO 2010; ore 16:00 - MANIFESTAZIONE PER UNA CITTA' LIBERA, ANTIRAZZISTA, SOLIDALE CON SE' STESSA. PER IL LABORATORIO ZETA |
Perché Zetalab è la nostra storia lo sappiamo già. Ed oggi che pensano di avercelo tolto, appare evidente che il Laboratorio Zeta va ben oltre le sue pareti: in nove anni di storia lo Zeta ha restituito uno spazio pubblico nel quale la dimensione locale e le dinamiche globali sono state raccontate ed intrecciate in un unico vissuto e ci ha permesso di vivere meglio una Palermo in cui la cultura, gli spazi di socialità e scambio sono sempre più ristetti e relegati alla sfera del privato.
In una città che tende al silenzio, che preferisce nascondere i conflitti anziché affrontarli, che garantisce solo le clientele e le connivenze, noi rivendichiamo il peso e l'importanza di di case vere per tutti, di luoghi di accoglienza laici e orizzontali, di spazi di aggregazione liberi e autogestiti.
In una città che ammutolisce ogni giorno di più, noi rivendichiamo la nostra storia.
concentramento ore 16 al Laboratorio Zeta/presidio permanente, via A.Boito 7
Palermo
Prime adesioni: kom-pa.net, Centro Siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato”, Ass.Cult. Malaussene, Laici Comboniani, Left, Malefimmine, Collettivo 20 luglio, Rifondazione Comunista Palermo, MuoviPalermo, Ass. Antimafie “Rita Atria”, Ass. Peppino Impastato, Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato”, Giovanni Impastato, Ass. Radio Aut Palermo, Cittadini Invisibili?No grazie, Cobas Palermo,Italia dei valori - Palermo, Sinistra e Libertà, Radio Aut Polizzi, Comunisti Sinistra Popolare gruppo Palermo, Borderline Sicilia, Borderline Europe, Circolo ARCI Tavola Tonda, Ass. Ciula scopre la luna, Precari in in lotta - Palermo, Collettivo "Carlo Giuliani" Giurisprudenza", Giovani Comunisti, Ubuntu, ARCI Palermo
Per aderire lasciate un commento alla pagina di o scrivete a laboratoriozeta @ yahoo.it
o lasciate un commento alla pagina:
http://www.kom-pa.net/index.php?option=com_content&task=view&id=579&Itemid=0
| 180007 | AA417 | 17 | -4 | 129 | 501 | 309 | - | F | L | 00 | 7777 | 0000 | 7 | P.BALLONE |
A pg.95 del famoso libro "Punto Condor, Ustica: il processo di Daniele Biacchessi,Fabrizio Colarieti" c'è scritto poi che non era di turno in caso di allarme nei cieli italiani nessuno dei gruppi di volo di caccia intercettori f104 a Grosseto la sera di Ustica. Se ci fosse stato allarme nei cieli italiani sarebbero partiti in scamble intercettori delle basi di Cameri, Gioia del colle e Rimini. Noi sappiamo che a Grosseto un caccia intercettore atterrò 32 minuti dopo Ustica e che Nato, vertici Ami e governo italiano mentono dicendo che l'Italia non aveva caccia in volo e che a Grosseto non si usava l'orario zulu. Lo si usava l'orario zulu in tutte le basi nato e italiane dal 1969. Il fatto che fossero altri di servizio per partire in scramble la sera di Ustica in caso di emergenza e non i caccia intercettori della base di Grosseto fa escludere ipotesi come la battaglia aerea con altri aerei militari o civili stranieri e l'errore da parte de caccia italiano che involontariamente ha abbattuto il Dc9 itavia.
A pagina 50 del libro " Ustica, la tragedia e l'imbroglio" si fa ampio riferimento al numero dell'Europeo del 5 luglio 1993. In esso era scritto: (...)per l'addestramento i caccia vengono armati con missili a testata inerte. Nella testata hanno esplosivo(tritolo e tnt)ma in quantità limitatissima e sono zavorrati da sferule d'acciaio.
A pag 50 del libro già citato si trova anche scritto: "(..)Le stesse sferule(scrive l'europeo)che i periti di parte hanno ritrovato in un flap del Dc9 itavia.(..)Sono elementi molto interessanti queste sferule trovate nei flap(ma il flap è uno solo ndr)e in alcuni corpi delle vittime del dc9(..)
Secondo la fonte dell'Europeo di allora era dunque provato che ad abbattere il dc9 era stato un missile a testata inerte e a guida radar e dunque si può capire quanto anche quei due altri indizi, oltre quello di guardarsi gli orari degli atterraggi dati nella seconda telefonata da Dettori a Ciancarella fossero determinanti per capire con quale arma era stato abbattuto dagli italiani il Dc9 Itavia nella Strage di Ustica il 27 giugno 1980.
Sempre seguendo le indicazioni del Maresciallo Dettori, se ci fosse la volontà si potrebbe verificare ancora oggi se la sera del 27 giugno 1980 il Mig libico era partito da Pratica di Mare. In quegli orari di decollo e atterraggio di pratica di Mare, se il Mig fosse partito come noi crediamo da quella base aerea la sera di Ustica, c'è segnato l'orario del decollo del Mig, ma non ci sarebbe certamente l'orario di atterraggio. Si dovrebbe allora indagare su quel volo militare la sera di Ustica eventualmente partito da pratica di Mare in cui è segnato l'orario di decollo e non ci fosse eventualmente l'orario di atterraggio. La magistratura si dovrebbe chiedere come mai l'Aeronautica militare italiana non avrebbe in 30 anni mai dato per disperso quella sera di Ustica nessuno dei suoi aerei militari eventualmente partito da Pratica di Mare. Se si indagasse sugli orari degli atterraggi a Pratica di Mare la sera di Ustica, si potrebbe a mio parere ancora accertare che il Mig partì da Pratica di Mare, anche se i testimoni di Sandro Marcucci e lui stesso come noi pensiamo sono stati uccisi. L'ha indicato il Maresciallo Dettori il modo per arrivare alla verità giudiziaria e politica sulla Strage di Ustica. Per noi Dettori è stato ammazzato. Insieme a serie indagini su Ustica, alla riapertura che continuiamo a chiedere del caso Marcucci, la politica e la magistratura dovrebbero riaprire anche il caso dell'omicidio del Maresciallo Ami (in servizio a Poggio Ballone la sera di Ustica) Mario Alberto Dettori.
Laura Picchi
Pballone tabella non tagliata.ods