Ustica, mafie, diritti umani, news dall'italia e dal mondo

di Michele Bontempi, figlio di uno dei feriti nella strage di Brescia e oggi avvocato di parte civile nell’ennesimo processo per piazza della Loggia: «Chi e che cosa vi ha fatto credere di essere legittimati, per raggiungere degli obiettivi politici, qualunque essi fossero, a spezzare la vita di chi nulla aveva a che fare con i vostri disegni e strategie? La memoria va bene, ma non basta. Vorrei dei responsabili accertati, con nomi e cognomi, per chiedere conto dei tanti morti e feriti innocenti, colpiti a caso per rafforzare o indebolire un “quadro politico”… Vorrei che emergesse qualcosa di concreto sui singoli fatti, a cominciare dai depistaggi che hanno impedito di arrivare alla verità giudiziaria quando si era ancora in tempo»./ " perchè nel mondo ci deve essere per forza la guerra? La pace è in ognuno di noi, la guerra è finita, se lo vogliamo." valerio marcucci
martedì, 02 febbraio 2010





MEMORIA PER UN AMICO









Io credo che la civilta' di un Paese si misuri sulla sua capacita' e volonta' di fare luce sui crimini commessi sul territorio, e di fare Verita' per rendere Giustizia alle vittime, anche a costo di colpire quei responsabili che si fossero annidati e mimetizzati in ruoli e divise istituzionali e amministrativi.





La vicenda della morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini nega la possibilita' di riconoscere questo semplice principio al nostro disgraziato Paese. Ma questo per quanto possa indignarci non deve stupirci o sorprenderci.





Ci sono schiaccianti evidenze puntualmente documentate che neela vicenda di andro e Silvio si sia trattato di un delitto realizzato con un attentato al velivolo (e lo stiamo gridando in tanti e da tanto tempo) che una qualsiasi istituzione di garanzia avrebbe gia' dovuto intervenire da tempo per chiarire, accertare le eventuali responsabilita', individuarne e perseguirne gli attori esecutivi e dispositivi.





Niente di tutto questo sta accadendo, e quando si avesse la ventura di trovarsi di fronte ad una Commissione Stragi (come a me e' accaduto nel 1995) si potrebbe anche trovare un Presidente pilotato che corre a rintracciare nella tua relazione la "deposizione" di Lorenzini per affernare: "Lo diceva anche il passeggero che fosse lo stesso Marcucci a dire che il vento li stava tirando giu'". Della documentazione poderosa dei CC, della Commissione stessa e dei testimoni da cui risultava che "vento non ce n'era, tranne leggeri bave da Sud Ovest" a quel presidente importerebbe nulla, come allora nulla importo'. D'altra parte potrebbe trattarsi dello stesso Presidente che di fronte alla foto del cadavere di Puglisi, appeso a un ramo ma con i piedi ben piantati al suolo e le ginocchia piegate sotto il corpo riteneva di poter affermare con sfrontata supponenza: "Che si sia trattato di un suicidio e' certo, perche' oltre agli accertamenti del Magistrato era nota la sua condizione di forte depressione". Cose rivoltanti. Ma la documentazione predisposta per la Commissione e' li', agli atti Parlamentari di questo Paese, a testimoniare ancor prima che la nostra determinazione la assoluta sciatteria umana edx istituzionali di tanti, troppi parlamentari.





Torna allora l'annosa domanda: perche' di tale e tanta ostinazione negazionista e ostentazione di cialtroneria di fronte a scellerati delitti? La risposta e' che non bisogna disturbare il manovratore ed i suoi gabellieri. Ed i servi di oggi non sono meno ignobili di quelli di ieri, anche se certamente oggi ci appaiono piu' raffazzonati e piu' volgari, politicamente parlando, di quanto non apparissero ieri. Beh la classe andreottiana non era certamente acqua.





Allora cari amici e compagni di ventura non resta che continuare in questa vera battaglia di civilta' per Sandro, Silvio ed ogni altra vittima senza Verita' e senza Giustizia, per spalancare un giorno, quale esso sia e quando sara' possibile, i coperchi di quelle pentole ove ribolle lo scempio della svendita di sovranita' e di dignita' di questo disgraziato Paese.





Oggi gli improbabili neo-statisti che ci governano, in nome e nella memoria di Craxi e della sua pratica del potere, potrebbero anche chiamarsi fuori dalla antica consociazione al silenzio. Ma non lo fanno non possono e non vogliono farlo perche' in nome della stessa sudditanza servile di un tempo sono impegnatissimi a costruire nuove condizioni e nuovi scenari di guerra, e non sanno ne' saprebbero coniugare nuovi percorsi di pace o con strumenti pacifici, che solo nella Verita' e nella Giustizia si rendono evidenti e praticabili.





Cosi' e' (e non vi sembri un diversivo dal tema di questa memoria per Sandro e per Silvio) l'ultima vicenda e dichiarazione in cui il nostro leader di Governo auspica l'entrata in Europa dello Stato di Israele, senza dire una sola parola sugli affari di sempre maggiore rilevanza che nel frattempo il nostro Paese intrattiene con l'Iran che ne minaccia l'esistenza.





Questo vuol solo dire che l'entrata di Israele in Europa e' ritenuto l'unico strumento di legittimazione per una doverosa e dovuta azione armata contro l'Iran successivamente al suo primo atto di ostilita' contro Israele quando fosse divenuto membro effettivo dell'Europa. Solo l'impiego della forza e la falsita' ideologica sparsa a piene mani, in nome del libero e selvaggio mercato, potrebbero dunque motivare interventi che la civilta' umana imporrebbe invece gia' ora, ma su un piano pacifico ed internazionale condiviso, come gia' lòa condizione nota delle persecuzioni ebraiche ad opera del nazismo avrebbero esigito ben altra capacita' di denuncia ed intervento delle cancellerie internazionali e vaticane. Un libero e selvaggio mercato dove invece si interviene solo violentemente per tutelare rendite di posizione ed interessi e per lucrare profitti. E questo accade di nuovo proprio nel tempo in cui si dichiara la sconfitta e la morte delle ideologie!





Avrete notato che nella ultima pubblicita' dell'ENI e' riemersa, storpiata, una antica parola "blasfema" del socialismo: "Internazionalismo", storpiato in "internazionalita'" e finalizzato non alla liberazione di popoli oppressi ma al nostro fabbisogno: "per portarvi energia" afferma infatti quella pubblicita', inutilmente accostata ad altre parole come rispetto (che rimangono vuote,allo stesso modo con cui si usa il termine di "legalita'", se non definite: rispetto di chi, di che cosa, e di quale idea di democrazia e di civile umanita'). E' solo riuscendo a rimanere vigili su tutti i possibili passaggi della devianza autoritaria del nostro sistema politico e delle regole della nostra civilta' costituzionale, che avra' senso fare memoria di questi servitori della Giustizia, come Sandro, caduti per mani assassine. Diversamente ci rinchiuderemmo in uno sterile ricordo che non si fa memoria ed attualizzazione.





Ebbene la lotta per Sandro e tutte le vittime o riusciamo a coniugarla con una visione critica e ad ampio raggio del nostro sistema di potere e di poteri, o non la vinceremo mai. E' infatti solo quando Sandro ha imparato ad amare questa nostra Costituzione offesa e violata che si e' liberato di antichi vincoli di ingiustificata soggezione gerarchica e ha saputo ricollocare il senso della disciplina e dell'obbedienza nella nuova ottica democratica che il Movimento dei Militari andava sviluppando nella costante rivisitazione del dettato e dello spirito della Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione dal Nazifascismo. E ' solo guardando oltre la sua morte che sapremo, come Sandro, alzare la voce per affermare a schiena dritta di fronte ai potenti "Non ti e' lecito", anche correndo il rischio di mettere in gioco la nostra vita e la nostra pelle.





Per questo sono infatti fiero di appartenere alla Associazione Antimafie ed Antifascista Rita Atria, condividendo con le meravigliose persone che vi militano una attenzione alle persone ed alle vicende che ci e' dato di vivere che non si fa esclusiva autoreferenzialita', rincorsa di potere e ricerca di sicurezze effimere quanto potenzialmente complici della criminalita' che si intenderebbe denunciare.





Certo questo rendera' piu' difficile riuscire ad avere udienza nelle ovattate stanze del potere insofferenti ad ogni critica, ma sara' anche la nostra forza. Sandro non e' morto per imperizia o per condizioni avverse, ma per una lucida scelta di vivere la civilta' democratica e costituzionale che gli era stata proposta. Non possiamo essere da meno.





Un abbraccio a tutti.





Mario Ciancarella


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18° Anniversario dell'omicidio Marcucci e Lorenzini



Post n°78 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da laura561
18° Anniversario dell'omicidio Marcucci e Lorenzini





oggi

sono 18 anni dall'omicidio di marcucci e lorenzini. tutta la politica

e la magistratura di Massa Carrara si chiedano se non è arrivato

il momento, senza attendere oltre, di ascoltare oltre 4000

cittadini italiani che hanno chiesto la riapertura del caso Marcucci e

Lorenzini.Le istituzioni tutte ci diano finalmente risposta sulla loro indifferenza e i loro silenzi verso queste e tante altre vittime. Laura Picchi





2 febbraio 1992 - 2 febbraio 2010







18 anni di silenzi - 18 anni di vergogne giudiziarie - 18 anni di "parole"

parlamentari.

A te Sandro la nostra rinnovata promessa di lottare fino all'ultimo dei

nostri giorni per consegnarti quella giustizia che meriti. Lotteremo

per te, per Lorenzini, per Dettori e per tutti coloro che sono morti

(uccisi?) dalla vergogna di Stato che si chiama "Strage di Ustica".
dal sito Ufficiale dell'Associazione antimafie Rita Atria







http://www.facebook.com/#/pages/Sandro-Marcucci/306897955991?ref=mf

http://www.ritaatria.it/SandroMarcucci.aspx
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giovedì, 28 gennaio 2010

l'onorevole leoluca orlando rispondendo ad una lettera dell'associazione rita atria conferma la volontà di voler andare avanti nel chiedere di riaprire il caso Marcucci e Lorenzini. dunque la sottoscritta settimana per settimana tornerà a guardarsi i calendari e vi informerà quando c'è il prossimo question time in commissione difesa. prossimo appuntamento domani. laura picchi

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mercoledì, 27 gennaio 2010

fine della raccolta adesioni per marcucci e lorenzini: i motivi



Oggi c'è il question time in Commissione Difesa. L'onorevole Di Stanislao ha deciso di presentare una sua interrogazione e non quellla sul caso Marcucci dell'onorevole Orlando.



La segreteria dell'onorevole Orlando ci dice che l'interrogazione sul caso Marcucci Di Stanislao la presenterà sicuramente al prossimo question time in Commissione Difesa.



Posso solo dirvi che aspetterò il prossimo question time in Commissione Difesa per verificare se c'è o non c'è la volontà di chiedere al governo di riaprire il caso Marcucci e Lorenzini.



Per ora verifico che l'onorevole Di Stanislao ha altre priorità.



Ringrazio tutti voi cari amici per la collaborazione, per la solidarietà, per la stima e l'affetto.



Andare avanti facendo finta di nulla però non mi è possibile, in rispetto vostro e delle vittime, quindi termina oggi la nostra raccolta di adesioni per far riaprire il caso Marcucci e Lorenzini .



Continuerò a fare controinformazione su Ustica e sul caso Marcucci, quando saranno pronte le sintesi in inglese su Ustica e sul caso Marcucci aprirò pagine in inglese per far conoscere all'estero queste storie.



D'altra parte questo rimane un paese a sovranità limitata e controllata nell'ambito dei rapporti tra il governo americano e italiano. La nostra sovranità limitata è la causa della mancata giustizia alle vittime delle stragi, ai testimoni uccisi come Marcucci e se come popolo non ci riprendiamo la nostra sovranità che i re clienti italiani hanno svenduto agli americani sarà ben difficile che ci siano rispetto dei diritti, futuro, verità e giustizia. Non è questione di un partito, piuttosto che un altro. E' questione che riguarda trasversalmente tutti i partiti quella dei silenzi e segreti di stato, quella che in questo paese la ragion di stato finisce sempre per avere la meglio sul dovere di politica e magistratura di dare verità e giustizia alle vittime.



Ieri io e chi crede che sia ancora possibile dare verità e giustizia a Marcucci e Lorenzini abbiamo capito ancora una volta quanto la strada sarà dura e difficile per realizzare il nostro sogno di verità e giustizia, ma non ci spaventano le difficoltà.



Continueremo a lottare per le vittime delle stragi, per i testimoni uccisi, per i vivi senza diritto e senza futuro.



Questa lotta è la nostra priorità. Che ci volete fare? Siamo fatti così: fedeli alla Costituzione del 1948 sempre!



Laura Picchi referente associazione Rita Atria per il caso marcucci e Lorenzini
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martedì, 26 gennaio 2010

Il giorno della Memoria?


Quello di domani lo chiamano giorno della memoria. In questo paese a sovranità

limitata e controllata nell'ambito dei rapporti tra il governo italiano

e americano non c'è memoria nei politici e in molti cittadini italiani,

non c'è giustizia, non c'è verità, non c'è tutela dei diritti per le

vittime e i vivi senza futuro. Dire questa verità per me è onorare i morti dal 1939 ad oggi.


Laura Picchi
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"Rita Atria" - News



26/01/2010 - Comunicato di Piera Aiello in sostegno del Laboratorio Zeta di Palermo e della sua storia




 


 


Dopo essere venuta a conoscenza dei fatti che sono accaduti e continuano ad accadere al Laboratorio Zeta di Palermo, mi sembrava doveroso farvi sapere il mio pensiero in proposito, come testimone di giustizia, come presidente dell’Associazione Antimafie “Rita Atria”, come cittadina italiana.


Non posso non essere indignata per tanta ferocia nel voler a tutti i costi cacciare i ragazzi del Laboratorio Zeta e tutta loro storia e dei cittadini sudanesi che non solo non sono clandestini, ma hanno chiesto e ottenuto l’asilo politico. Un plauso va a quelle persone che attualmente si battono per i loro diritti, dopo i fatti di Rosarno, e adesso di Palermo, e mentre tanti altri casi analoghi sicuramente si verificano, ma lontano dalle telecamere. Non posso non chiedermi cosa stia succedendo, forse i cittadini italiani hanno perso il lume della ragione? Forse i poteri politici hanno deciso di cancellare la Costituzione italiana e insieme ad essa la Carta dei diritti umani? Penso che il battersi per i diritti di questi cittadini sudanesi ci appartiene perché i diritti negati a questi ultimi sono diritti che neghiamo a noi stessi. Mi chiedo come si possa rimanere indifferenti a tali soprusi; penso che tutto ciò che succede sia colpa di ognuno di noi, perché l’indifferenza è il peggior sentimento che possiamo avere: girarsi dall’altra parte e pensare che tutto ciò non ci appartiene è solo inciviltà. Se tutto ciò fosse giusto non sarebbero esistite persone come Madre Teresa di Calcutta, donna misericordiosa, che aveva il vizio di aiutare tutti, indifferentemente dal colore della pelle o dall’estrazione sociale.


Quindi lodo quelle persone che occupano il centro con giusta caparbia, per far valere quei diritti che alcuni politici fanno finta di non conoscere o che preferiscono non far valere.


Vi lascio con una piccola poesia di Madre Tersa di Calcutta con la speranza che arrivi a quelle persone indifferenti a queste problematiche, con la speranza che imparino ad amare il prossimo:


 


Oggi la gente è affamata d’amore


e l’amore è la sola risposta


alla solitudine ed alla grande povertà.


In alcuni paesi non c’è fame di pane,


la gente soffre invece di terribile solitudine,


terribile disperazione, terribile odio,


perché si sente indesiderata,


derelitta e senza speranza,


ha dimenticato come si fa a sorridere


ha dimenticato la bellezza del tocco umano


ha dimenticato cos’è l’amore degli uomini.


Ha bisogno di qualcuno che


la capisca e la rispetti.


(Madre Teresa Di Calcutta)


 


             Vorrei essere lì con voi.


Con affetto, Piera Aiello                                                                                 26-01-2010


 



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venerdì, 22 gennaio 2010

http://www.censurati.it/?q=node/3923


Noi non lucriamo, regaliamo


ritratto di antonella


Ci ha sempre fatto profondamente schifo tutta la gente che, travestita da "persone perbene", ha lucrato sull'antimafia, sia con l'informazione che con servizi inesistenti. Ma l'attività antimafiosa, quando si fa veramente, non porta mai un guadagno, anzi, molto facilmente ci si va a perdere, e se nonostante tutto si va avanti per questa strada, è solo per amore della verità. Ora stanno per uscire, allegati a riviste (ovviamente a pagamento) o in libreria (e certo non gratis) i verbali dell'ultimo guru dell'antimafia perbene (quella che a noi fa schifo, appunto) Massimo Ciancimino. Ma quello che non tutti sanno, è che mentre don Vito dichiarava a suo figlio i misteri d'italia che sono raccolti nei verbali, scriveva di suo pugno un altro memoriale (un po' tipo diario), in cui si legge: "per conoscenza del lettore, Carlotta è una delle ragazze che, con rapporto ciclico di 2 anni, mio figlio massimo tiene con se. Carlotta è una ragazza intelligente e laureata eppure sta con Massimo. Questo fatto a me, uomo terreno, mi da la misura degli "imperscrutabili disegno divini" sui quali, come per il passato, non ci capisco niente. Questo manoscritto non so se lo metteranno insieme ai verbali di Massimo Ciancimino, noi però vogliamo pubblicare anche questo piccolo stralcio. I nostri lettori quindi sono liberi di scaricare tutti i verbali (senza commentini, nudi e crudi) e leggere anche le parole di Vito Ciancimino.




Scarica e leggi i verbali di Massimo Ciancimino GRATIS, o se proprio non puoi fare a meno di acquistarli con le ricostruzioni posticce e i commentini vari, almeno confrontali con quelli nudi e crudi


"magari fosse così facile scoprire la verità quanto dimostrare il falso"

Cicerone

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"Rita Atria" - News



21/01/2010 -







Palermo, SABATO 23 GENNAIO 2010; ore 16:00 - MANIFESTAZIONE PER UNA CITTA' LIBERA, ANTIRAZZISTA, SOLIDALE CON SE' STESSA. PER IL LABORATORIO ZETA





Da www.Kom-pa.net

Perché Zetalab è la nostra storia lo sappiamo già. Ed oggi che pensano di avercelo tolto, appare evidente che il Laboratorio Zeta va ben oltre le sue pareti: in nove anni di storia lo Zeta ha restituito uno spazio pubblico nel quale la dimensione locale e le dinamiche globali sono state raccontate ed intrecciate in un unico vissuto e ci ha permesso di vivere meglio una Palermo in cui la cultura, gli spazi di socialità e scambio sono sempre più ristetti e relegati alla sfera del privato.


In una città che tende al silenzio, che preferisce nascondere i conflitti anziché affrontarli, che garantisce solo le clientele e le connivenze, noi rivendichiamo il peso e l'importanza di di case vere per tutti, di luoghi di accoglienza laici e orizzontali, di spazi di aggregazione liberi e autogestiti.


In una città che ammutolisce ogni giorno di più, noi rivendichiamo la nostra storia.


SABATO 23 GENNAIO 2010


MANIFESTAZIONE


PER UNA CITTA' LIBERA, ANTIRAZZISTA,


SOLIDALE CON SE' STESSA





concentramento ore 16 al Laboratorio Zeta/presidio permanente, via A.Boito 7


Palermo




Prime adesioni: kom-pa.net, Centro Siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato”, Ass.Cult. Malaussene, Laici Comboniani, Left, Malefimmine, Collettivo 20 luglio, Rifondazione Comunista Palermo, MuoviPalermo, Ass. Antimafie “Rita Atria”, Ass. Peppino Impastato, Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato”, Giovanni Impastato, Ass. Radio Aut Palermo, Cittadini Invisibili?No grazie, Cobas Palermo,Italia dei valori - Palermo, Sinistra e Libertà, Radio Aut Polizzi, Comunisti Sinistra Popolare gruppo Palermo, Borderline Sicilia, Borderline Europe, Circolo ARCI Tavola Tonda, Ass. Ciula scopre la luna, Precari in in lotta - Palermo, Collettivo "Carlo Giuliani" Giurisprudenza", Giovani Comunisti, Ubuntu, ARCI Palermo


Per aderire lasciate un commento alla pagina di  o scrivete a laboratoriozeta @ yahoo.it


o lasciate un commento alla pagina:


http://www.kom-pa.net/index.php?option=com_content&task=view&id=579&Itemid=0







 Aderisco. laura picchi


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mercoledì, 20 gennaio 2010




lavoro inchiesta su strage di ustica di laura picchi: seconda parte






Volo LG475 le cui tracce sono state registrate da Poggio Ballone la sera di Ustica: perchè questo volo è certamente militare



Sulla tabella non tagliata degli orari dei decolli e atterraggi di voli militari registrati dal radar di Poggio Ballone

avevo segnalato a tutti che c'era il volo LG475, avevo detto che la prima traccia di questo volo LG475 registrata dal radar di Poggio Ballone era delle 18.17 zulu, ovvero 9 minuti dpo che era decollato a Bologna il dc9 la sera di Ustica e l'ultima delle 19.30 zulu, 32 minuti dopo la strage.

Avevo scritto che sono certa che quello è un volo militare.

Spiego nel dettaglio il motivo.

Sia gli aerei civili, sia quelli militari rispondono alla richiesta di identificazione radar ma in modo diverso.

Intanto per quanto riguarda il volo LG475 non rispose in nessun modo la sera di ustica alla richiesta di identificazione radar intorno alle 18.17 -18.18 zulu e questo dovrebbe essere indagato dalla Procura di Roma competente per Ustica o dalla Commissione difesa.

Alle 19.30 zulu il volo LG475 rispose la sera di Ustica alla richiesta di identificazione radar in modo 3.

Se un aereo risponde alla richiesta di identificazione radar in modo 1, in modo 2 o in modo 3(IFF o SIF 1-2-3), oggi anche in modo 4 e 5 è un aereo militare come appunto quello del volo LG475 che la sera di Ustica alle 19.30 zulu rispose in modo 3.

Se un aereo risponde alla richiesta di identificazione radar in modo A, in modo C, in modo S è un aereo civile.

Siccome il modo A con cui risponde l'aereo civile è uguale al modo 3 con cui risponde l'aereo militare, oltre che modo A, si può anche definire modo 3/a. Il modo 3 è comunque uno dei modi con cui risponde l'aereo militare alla richiesta di identificazione radar. Potete verificare quanto scrivo al link:

http://en.wikipedia.org/wiki/Identification_friend_or_foe(è in inglese il file, ma potete certamente se volete trovare qualche traduttore on line per tradurlo in italiano ndr)



Laura Picchi



http://www.mediafire.com/file/nmrwzmzm3tl/Pballone%20tabella%20non%20tagliata.ods:

Pballone tabella non tagliata.ods



http://www.mediafire.com/file/wqnwnnwwi3o/pballone%20tabella%20tagliata.odt

pballone tabella tagliata.odt







Lavoro d'inchiesta sulla strage di Ustica di Laura picchi

prima parte
:http://www.strageustica.altervista.org/pagina113.html

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sabato, 09 gennaio 2010

Titolo: strage di ustica il mio lavoro d'inchiesta (di Laura Picchi)



Cari amici,

è da molto tempo ormai che sto lavorando sulla Strage di Ustica, partendo da quegli indizi dati in due telefonate dal maresciallo Dettori a Mario Ciancarella, fatte una il giorno dopo o due giorni dopo Ustica, l'altra dopo il ritrovamento ufficiale del Mig libico sulla Sila il 18 luglio 1980.

 

Io non sono un magistrato, questo lavoro avrebbe dovuto o dovrebbe farlo la magistratura o la Commissione Difesa.

Questo è soltanto il lavoro d'inchiesta di una semplice cittadina italiana, Laura Picchi, che si è stancata di sentir ripetere assurdità del tipo "Ustica è un mistero che dura da 30 anni" o di sentir parlare di generici "complotti di stato" la sera di Ustica.

 

Il maresciallo Dettori disse a Mario Ciancarella nella seconda telefonata: "Si guardi gli orari degli atterraggi e i missili a testata inerte e a guida radar"

 

Vi allego due tabelle degli orari di decollo e atterraggio a Grosseto registrati dal radar di Poggio Ballone, luogo dove era in servizio la sera di Ustica il maresciallo Dettori. Che era in servizio certamente Dettori la sera di Ustica l'ho letto a Roma (in Procura dove sta archiviato il fascicolo di Ustica)in un rapporto di polizia giudiziaria consegnato al giudice Rosario Priore.

 

Ho controllato che in entrambe le tabelle si potessero rintracciare gli stessi orari di decolli e atterraggi registrati dal radar di Poggio Ballone la sera di Ustica, perchè una delle due di tabella è tagliata.

 

Ad esempio in entrambe le tabelle c'è questo primo rilevamento del radar di Poggio Ballone la sera di Ustica di questo volo militare:

 

























180007 AA417 17 -4 129 501 309 - F L 00 7777 0000 7 P.BALLONE
 






In entrambe le tabelle dunque ci sono gli stessi orari di decolli e atterraggi registrati dal radar di Poggio Ballone la sera di Ustica.

 

Io credevo che nella seconda tabella, quella non tagliata, si fosse omesso di proposito di dire che quegli orari di decolli e atterraggi sono orari zulu(orario di Greenwich è l'oraio zulu per chi non lo sapesse). Nella sentenza ordinanza il giudice Priore scrive però a proposito del volo civile del Dc9 che partì da Bologna alle ore 18.08 zulu, 20.08 locali(per l'italia in estate all'orario di Greenwich vanno sommate due ore perchè c'è l'ora legale ndr) e che se non c'è la "Z" di zulu accanto agli orari di un volo, bisogna intenderli come orari zulu o di Greenwich comunque e non come l'ora locale. Se ciò valesse anche per i voli militari nella tabella non tagliata non c'è scritta la "Z" di zulu, accanto agli orari di decollo e atterraggio registrati dal radar di Poggio ballone la sera di Ustica, è stata omessa, ci potrebbe essere anche la buona fede di chi l'ha fatta e non l'intenzione di falsificare la tabella stessa, perchè comunque quegli orari di decollo e atterraggio indicati nella tabella non tagliata, sono orari zulu, con o senza la "Z" di zulu accanto.

 

Come già scritto dalla tabella non tagliata  l'ultimo atterraggio era delle 19.30.00. Certa ormai che le 19.30.00 fosse orario zulu, aggiungendo due ore (visto che Ustica è accaduta in un periodo in cui il fuso orario italiano non è +1 da Greenwich ma +2 ndr) ho ricavato l'orario locale italiano dell'ultimo atterraggio alla base militare di Grosseto la sera della Strage di Ustica. L'ultimo atterraggio alla base militare di Grosseto ci fu alle 21.30, ovvero 32 minuti dopo la strage di Ustica. Era falso dunque che a Grosseto non si usasse l'orario zulu la Sera di Ustica, era falso che l'Italia non avesse aerei militari in volo al momento della Strage di Ustica come hanno sempre sostenuto governo italiano, Nato e vertici Ami.

 

Atterrò la sera di Ustica a Grosseto alle 19.30.00 zulu il volo militare siglato LG475. L'ultima parte del mio lavoro che non avevo ancora avuto il tempo di fare è cercare l'orario zulu della prima rilevazione radar di Poggio Ballone di questo volo militare.

 

Non c'è stato da cercare molto. La prima rilevazione radar di Poggio Ballone di questo volo militare la sera di Ustica è delle 18.17.08,  nove minuti dopo che il Dc9 Itavia è decollato da Bologna la sera di Ustica. Eppure  ai giornalisti, ai giudici e ai politici non è interessato indagare o far domande in 30 anni sul volo militare italiano LG475 che atterrò a Grosseto la sera di Ustica 32 minuti dopo la strage e si continua a dire che non è mai esistito, che l'Italia non aveva in volo caccia militari la sera di Ustica al momento della Strage.

 

 

A pg.95 del famoso libro "Punto Condor, Ustica: il processo di Daniele Biacchessi,Fabrizio Colarieti" c'è scritto poi che non era di turno in caso di allarme nei cieli italiani nessuno dei gruppi di volo di caccia intercettori f104 a Grosseto la sera di Ustica. Se ci fosse stato allarme nei cieli italiani sarebbero partiti in scamble intercettori delle basi di Cameri, Gioia del colle e Rimini. Noi sappiamo che a Grosseto un caccia intercettore atterrò 32 minuti dopo Ustica e che Nato, vertici Ami e governo italiano mentono dicendo che l'Italia non aveva caccia in volo e che a Grosseto non si usava l'orario zulu. Lo si usava l'orario zulu in tutte le basi nato e italiane dal 1969. Il fatto che fossero altri di servizio per partire in scramble la sera di Ustica in caso di emergenza e non i caccia intercettori della base di Grosseto fa escludere ipotesi come la battaglia aerea con altri aerei militari o civili stranieri e l'errore da parte de caccia italiano che involontariamente ha abbattuto il Dc9 itavia.


A pagina 50 del libro " Ustica, la tragedia e l'imbroglio" si fa ampio riferimento al numero dell'Europeo del 5 luglio 1993. In esso era scritto: (...)per l'addestramento i caccia vengono armati con missili a testata inerte. Nella testata hanno esplosivo(tritolo e tnt)ma in quantità limitatissima e sono zavorrati da sferule d'acciaio.




A pag 50 del libro già citato si trova anche scritto: "(..)Le stesse sferule(scrive l'europeo)che i periti di parte hanno ritrovato in un flap del Dc9 itavia.(..)Sono elementi molto interessanti queste sferule trovate nei flap(ma il flap è uno solo ndr)e in alcuni corpi delle vittime del dc9(..)



Secondo la fonte dell'Europeo di allora era dunque provato che ad abbattere il dc9 era stato un missile a testata inerte e a guida radar e dunque si può capire quanto anche quei due altri indizi, oltre quello di guardarsi gli orari degli atterraggi dati nella seconda telefonata da Dettori a Ciancarella fossero determinanti per capire con quale arma era stato abbattuto dagli italiani il Dc9 Itavia nella Strage di Ustica il 27 giugno 1980.


Sempre seguendo le indicazioni del Maresciallo Dettori, se ci fosse la volontà si potrebbe verificare ancora oggi se la sera del 27 giugno 1980 il Mig libico era partito da Pratica di Mare. In quegli orari di decollo e atterraggio di pratica di Mare, se il Mig fosse partito come noi crediamo da quella base aerea la sera di Ustica, c'è segnato l'orario del decollo del Mig, ma non ci sarebbe certamente l'orario di atterraggio. Si dovrebbe allora indagare su quel volo militare la sera di Ustica eventualmente partito da pratica di Mare in cui è segnato l'orario di decollo e non ci fosse eventualmente l'orario di atterraggio. La magistratura si dovrebbe chiedere come mai l'Aeronautica militare italiana non avrebbe in 30 anni mai dato per disperso quella sera di Ustica nessuno dei suoi aerei militari eventualmente partito da Pratica di Mare. Se si indagasse sugli orari degli atterraggi a Pratica di Mare la sera di Ustica, si potrebbe a mio parere ancora accertare che il Mig partì da Pratica di Mare, anche se i testimoni di Sandro Marcucci e lui stesso come noi pensiamo sono stati uccisi. L'ha indicato il Maresciallo Dettori il modo per arrivare alla verità giudiziaria e politica sulla Strage di Ustica. Per noi Dettori è stato ammazzato. Insieme a serie indagini su Ustica, alla riapertura che continuiamo a chiedere del caso Marcucci, la politica e la magistratura dovrebbero riaprire anche il caso dell'omicidio del Maresciallo Ami (in servizio a Poggio Ballone la sera di Ustica) Mario Alberto Dettori.


Laura Picchi



 

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